Con il cambiamento del sistema pensionistico in Italia, l’idea di un pensionamento sereno si sta allontanando per molti lavoratori. L'introduzione del sistema contributivo e l’aumento dell'aspettativa di vita hanno infatti portato a una riduzione sostanziale del tasso di sostituzione.

Questo significa che il livello di reddito che si potrà percepire una volta in pensione sarà significativamente inferiore rispetto agli ultimi stipendi, spingendo sempre più persone a considerare una pensione integrativa come necessaria.

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Cos'è il Tasso di Sostituzione e perché è Importante?



Il tasso di sostituzione rappresenta il rapporto tra la prima pensione che si riceve e l'ultimo stipendio percepito, ed è un indicatore cruciale per comprendere quale sarà il nostro tenore di vita in pensione. Negli anni passati, questo valore era molto più elevato rispetto ad oggi.



Tasso di Sostituzione nel Passato



Fino agli anni '90, il sistema pensionistico italiano era basato sul metodo retributivo, che calcolava la pensione in base agli ultimi stipendi percepiti. Di conseguenza, il tasso di sostituzione si aggirava intorno all'80%, permettendo di mantenere un tenore di vita simile a quello lavorativo.

Un esempio:

- Ultimo stipendio netto: 2.000€
- Prima pensione netta: 1.600€

 

Tasso di Sostituzione Oggi

Con l’introduzione del metodo contributivo nel 1996 per i nuovi lavoratori, la pensione è ora calcolata sui contributi effettivamente versati. Per chi ha una carriera contributiva "pura" (inizio lavoro dal dal 1996), il tasso di sostituzione è sceso al 60-65% (e parliamo dello scenario più ottimistico), creando un evidente gap rispetto al passato.

 

Vediamo cosa significa in termini pratici:



- Ultimo stipendio netto: 2.000€
- Prima pensione netta stimata: 1.200-1.300€

Conclusione: rispetto al sistema precedente, si registra una differenza mensile di circa 300-400€.

Perché il Tasso di Sostituzione è in calo?



Diversi fattori contribuiscono alla riduzione del tasso di sostituzione, ed è importante comprenderli per valutare l'importanza di una previdenza integrativa.



1. Sistema Contributivo vs Retributivo
- Con il sistema retributivo, la pensione si basava sugli ultimi stipendi, garantendo una percentuale più alta.
- Con il sistema contributivo, la pensione si basa esclusivamente sui contributi versati durante la carriera.



2. Aumento dell'Aspettativa di Vita

 

- La lunga aspettativa di vita sta aumentando costantemente, e per sostenere il sistema pensionistico pubblico, i coefficienti di trasformazione vengono gradualmente ridotti. I coefficienti di trasformazione sono valori che concorrono al calcolo della pensione con metodo contributivo. Grazie a questi valori il montante contributivo versato dal lavoratore durante la sua vita lavorativa viene trasformato nella pensione annua.
- Per esempio, nel 2024 il coefficiente per chi va in pensione a 67 anni è di circa 5,2%, ma si prevede un’ulteriore riduzione nei prossimi anni.



3. Carriere Discontinue e Lavoro Precario


- I lavoratori di oggi affrontano una maggiore instabilità lavorativa: periodi di disoccupazione, lavoro part-time, contratti a termine e precariato limitano il totale dei contributi versati, con effetti negativi sulla pensione futura.

Esempio Pratico: La Storia di Marco

Consideriamo l’esempio di Marco, un lavoratore di 30 anni con uno stipendio netto di 1.500€ al mese (circa 26.000€ lordi annui).

 

Ecco due scenari per il suo pensionamento, con e senza pensione integrativa.

Assunzioni per entrambi gli scenari:
- Carriera con aumento annuo dell’1,5%
- Inflazione media del 2%
- Età pensionabile: 67 anni

Scenario Senza Pensione Integrativa

- Ultimo stipendio netto stimato: 2.250€
- Pensione pubblica netta stimata: 1.350€ (60% dell’ultimo stipendio)
- Gap mensile: 900€

Scenario con Pensione Integrativa iniziata a 30 Anni

- Versamento mensile: 200€ (costo reale 150€ grazie ai vantaggi fiscali)
- Contributo del datore di lavoro: 40€ mensili (1,5% della RAL)
- Rendimento medio annuo stimato: 3%
- Capitale accumulato a 67 anni: circa 190.000€
- Rendita integrativa mensile stimata: 550€

 

Scenario con Pensione Integrativa iniziata a 45 Anni

- Stesso versamento mensile totale
- Capitale accumulato a 67 anni: circa 85.000€
- Rendita integrativa mensile stimata: 250€

Perché Iniziare Presto fa la Differenza?

Come si evince dai due scenari, iniziare a risparmiare per una pensione integrativa già a 30 anni porta a un capitale quasi doppio rispetto all’inizio a 45 anni, grazie all’effetto degli interessi composti.



L'Importanza degli Interessi Composti



Investendo precocemente, è possibile beneficiare dell’effetto degli interessi composti. Vediamo la differenza:

- Inizio a 30 anni:
- Totale versato: 86.400€
- Rendimento accumulato: 103.600€ (55% del capitale finale)

- Inizio a 45 anni:
- Totale versato: 52.800€
- Rendimento accumulato: 32.200€ (solo il 38% del capitale finale)

I contributi versati a 30 anni danno un vantaggio maggiore perché rimangono investiti più a lungo, permettendo di ottenere un capitale più elevato con un costo totale inferiore.

Vantaggi della Previdenza Integrativa Iniziata Precocemente



1. Maggiore Capacità di Rischio: Un orizzonte temporale lungo permette investimenti più aggressivi, con rendimenti potenzialmente maggiori. Se ci sono periodi negativi, c’è più tempo per recuperare.

2. Minore Impatto sul Budget Mensile: Versamenti inferiori per un periodo più lungo risultano meno onerosi rispetto a contributi più elevati in età avanzata.

3. Benefici Fiscali Maggiori: La previdenza integrativa offre deduzioni fiscali sui contributi versati fino a una certa soglia, e una pianificazione di lungo periodo massimizza i vantaggi fiscali. Inoltre, l'aliquota finale può ridursi fino al 9%.

La Regola del 4%: Calcolare il Capitale Necessario

Un metodo efficace per valutare il capitale necessario è la Regola del 4%, che stima quanto capitale accumulare per ottenere una rendita sostenibile:


- Per ogni 100€ mensili di integrazione, occorrono circa 30.000€ di capitale.
- Se si desiderano 500€ mensili, serviranno circa 150.000€.

Conclusione



Il sistema pensionistico italiano, basato oggi sul contributivo, garantirà prestazioni significativamente inferiori rispetto al passato. Pertanto, la pensione integrativa non è più un'opzione, ma una necessità per mantenere un tenore di vita adeguato. Più si attende, più alto sarà l’importo mensile necessario per raggiungere lo stesso obiettivo.



Il Momento Migliore per Iniziare? Ora.



Investire in una pensione integrativa quanto prima permette di ridurre il divario e garantire un futuro più sicuro. Considerare seriamente questa scelta è una delle migliori decisioni finanziarie che un giovane lavoratore possa prendere.

 

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