In questo articolo:
 
  1. Come funziona il PAC
  2. Tre Esempi di PAC
  3. Come creare un PAC in pratica
     

    Come funziona (davvero) un PAC

     
    Possiamo chiamarlo PAC (piano di accumulo del capitale) possiamo chiamarlo PIP (piano individuale pensionistico), possiamo chiamarlo Topolino, Minni, Pluto, ma la sostanza non cambia, se NON LO INIZI! Dunque…andiamo per ordine e parliamo di COSE pratiche.
    Domanda n.1: La scelta della cifra, quanto mettere via ogni mese?
    Risposta: ti stai facendo la domanda sbagliata!
    Domanda GIUSTA n. 1: Quale cifra voglio riuscire a mettere via ed in quanto tempo?
    Risposta alla domanda giusta n.1: quando sai l’obiettivo finale, scegliere la strada è più facile.
    Facciamo un esempio…voglio 10.000 Euro in 3 anni!
    Se guadagni uno stipendio da 1200 Euro al mese, significa che in un anno (se prendi la tredicesima) sono 15.600 euro di guadagno netti, in 3 anni sono 46.800 Euro. Quindi mettere via 10.000 Euro in 3 anni significa circa 3300 Euro annui circa, che vuol dire risparmiare il 21% c.a annuo del tuo reddito.
    Difficile? Dipende da TE! Prova a ragionare però mensilmente, su 1200 Euro vuol dire 300 Euro al mese, tutti i mesi! Facciamo altri conti.
    3300 Euro annui…se risparmio già la tredicesima di 1200 Euro, significa che dovrai risparmiare nei 12 mesi restanti solo 2.100 Euro annui (3300-1200), che vuol dire 175 Euro mensili…ovvero il 13% c.a. del tuo stipendio!
    Domanda n. 2, come faccio ad abituarmi a risparmiare questa somma tutti i mesi? (o meglio, come faccio a non spenderla?). Te lo dico io…devi farlo APPENA ricevi il tuo stipendio/bonifico (se sei lavoratore autonomo)!
     

    Il PAC in pratica

     
    Come faccio IN PRATICA a creare un piano di accumulo (che da ora in poi chiameremo “Giorgio”, così magari se gli dai un nome ti ci affezioni ed alla fine lo farai per davvero)!
    Devi sapere che “Giorgio” te lo devi costruire un po’ alla volta, decidendo innanzitutto la frequenza dei pagamenti, che possono essere mensili, trimestrali, semestrali oppure annuali.
    Fare un “Giorgio” significa che tutti i mesi prendi dei soldi e li investi…si OK, ma dove?
     

    3 scenari possibili di PAC

     
    Esempio di Giorgio in ETF, 100 Euro/mese su Azionario S&P 500 (America).
    Apposta ho messo 3 Giorgio (tutti durata 10 anni) in 3 periodi situazioni possibili:
    Inizi Giorgio e ti becchi subito la “tranvata” (pronti, partenza, crisi subprime)
     
    Inizi Giorgio subito dopo uno dei ribassi maggiori della storia, tutta salita (evvai!)
    Inizi Giorgio, e proprio alla fine ti becchi un ribasso per colpa di una pandemia (che sfiga)
     
    Perché ho scelto questi periodi? Per farti capire che scegliere il “momento migliore per iniziare” è impossibile!
    Ma allo stesso tempo, che l’importante è iniziare, anche perché se ci fai caso, è addirittura meglio beccarsi un forte ribasso iniziale in un piano di accumulo, proprio perché all’inizio, investendo la stessa cifra tutti i mesi, comprerai molte più quote!
    La situazione più sfortunata che può capitare è la terza ipotesi (crollo forte alla fine del piano di accumulo, considera che qui ho fatto un caso molto sfortunato apposta). Ad ogni modo, il guadagno sicuramente viene ridotto, ma il tempo vince sempre su tutto, pertanto come puoi notare porterai comunque a casa pagnotta + interessi. Cosa puoi fare per migliorare le performance? Eventualmente fare uno switch negli ultimi anni di PAC su asset class meno rischiose e con meno cali.
    Oppure ancora, optare per strumenti ad accumulo sempre (e non a distribuzione) e scegliere asset class azionaria qualora sappiamo di poterlo portare avanti almeno per una decade (viceversa valutare strumenti più conservativi).
     
    Questo è un esempio di un mio PAC iniziato nel 2020, su S&P 500, con versamenti da 900 Euro trimestrali e durata 30 anni.
     
     

    Conclusioni

     
    Se il tuo unico investimento è in un Giorgio, scegli un orizzonte temporale lungo! Se cominci ad investire sapendo già che dopo 1 mese (ma anche un anno) ti serviranno i soldi, lascia stare! 
     
     
    Oppure ancora, se i tuoi redditi crescono, puoi investire tutta la differenza in un nuovo Giorgio! Ultima cosa, per motivi fiscali/matematici, scegli fondi/ETF ad accumulo (e non a distribuzione, cioè quelli che pagano cedola). Ha pochissimo senso, a meno che non decidi di reinvestire i proventi in quello stesso Giorgio ma anche lì serve costanza! Cosa aspetti?! Leggi i fogli informativi, documentati, confronta le offerte ma soprattutto, PARTI e….SALUTAMI GIORGIO!
     
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