Il termine “gap comportamentale”, o “behavioural gap”, indica la differenza tra i rendimenti ottenuti dal mercato e i rendimenti effettivamente realizzati dagli investitori. Questa differenza, dovuta spesso a decisioni dettate dall’emotività, rappresenta uno dei principali ostacoli per gli investitori nel raggiungere risultati soddisfacenti sui loro portafogli di investimento.
A lungo andare, questo gap può costare caro.
In questo articolo vedremo:
· Cosa è il gap comportamentale e quali possono essere le possibili cause;
· Una semplice analisi che confronta i risultati di una strategia “Buy & Hold” con i risultati di diverse “strategie dettate dell’emotività”;
· Possibili soluzioni per limitare il gap comportamentale.
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COSA E’ IL GAP COMPORTAMENTALE
Il gap comportamentale è la differenza di rendimento realizzato dal mercato e quello che nella realtà gli investitori hanno ottenuto. Quando ad esempio leggiamo ricerche o materiale promozionale sui rendimenti delle diverse asset class, questi si basano sull’assunto che si investa una somma unica iniziale e si tenga questo investimento per un determinato arco temporale, senza modifiche successive.
Uno studio che viene condotto ogni anno da Dalbar, con l’obiettivo di confrontare la performance degli investitori con quella media dell’investimento, ha evidenziato che nel 2023 l’investitore medio nel mercato azionario ha sottoperformato l’S&P 500 del 5.5%.
Perché esiste questo gap?
Spesso, gli investitori sono portati a prendere delle decisioni di investimento dettate dall’emotività. Ad esempio, quando i mercati scendono rapidamente, l’investitore medio, in preda al panico, decide di vendere per paura di subire ulteriori perdite. Nella maggior parte dei casi, deciderà poi di rientrare quando il mercato torna ai massimi precedenti, non facendo altro che vendere a prezzi bassi e ricomprare a prezzi elevati. È questo il principale motore del gap comportamentale.
Le possibili cause del gap comportamentale possono essere:
Avversione alle perdite: la paura di incorrere in perdite ulteriori porta gli investitori a vendere mentre i mercati sono in discesa;
Eccesso di sicurezza: l’illusione di poter leggere il mercato e prevederne i movimenti spinge molti investitori a uscire troppo presto dal mercato e a rientrare in ritardo, quando ormai gran parte del rialzo è passato;
· Euforia e effetto gregge: quando il mercato sale rapidamente gli investitori si lasciano trasportare dall’entusiasmo e sono spinti a comprare solo perché gli altri lo stanno facendo. In questo modo si acquista a prezzi elevati, rinunciando a portare avanti una strategia personale basata su obiettivi concreti.
ANALISI SULL’S&P 500: BUY & HOLD VS “STRATEGIE EMOTIVE”
Per studiare il gap comportamentale negli investimenti azionari, abbiamo condotto una breve analisi utilizzando i prezzi giornalieri espressi in dollari dell’indice S&P 500, per un arco temporale che va dal gennaio del 1999 al marzo del 2025. Il reinvestimento dei dividendi non è stato considerato nel calcolo del rendimento.
L’obiettivo di questa analisi è stato di confrontare la performance di un investimento iniziale di 100 dollari, effettuato secondo cinque diverse strategie:
1) Buy & Hold: investo 100 $ all’inizio del periodo di analisi e li tengo senza più modificare l’investimento;
2) Vendo dopo un drawdown del 3% e rientro sui massimi: investo 100 $ all’inizio del periodo di analisi e vendo ogni qual volta l’indice subisce un drawdown del 3% dal massimo precedente. Reinvesto poi la somma residua quando l’indice fa un nuovo massimo;
3) Vendo dopo un drawdown del 5% e rientro sui massimi: investo 100 $ all’inizio del periodo di analisi e vendo ogni qual volta l’indice subisce un drawdown del 5% dal massimo precedente. Reinvesto poi la somma residua quando l’indice fa un nuovo massimo;
4) Vendo dopo un drawdown del 10% e rientro sui massimi: investo 100 $ all’inizio del periodo di analisi e vendo ogni qual volta l’indice subisce un drawdown del 10% dal massimo precedente. Reinvesto poi la somma residua quando l’indice fa un nuovo massimo;
5) Vendo dopo un drawdown del 20% e rientro sui massimi: investo 100 $ all’inizio del periodo di analisi e vendo ogni qual volta l’indice subisce un drawdown del 20% dal massimo precedente. Reinvesto poi la somma residua quando l’indice fa un nuovo massimo.
Risultati
Come è possibile notare dal grafico sottostante, la strategia Buy & Hold (linea rossa), ha sovraperformato, in termini di capitale finale, tutte le altre strategie che prevedevano uscite e ingressi dal mercato.
In tutte le “strategie emotive”, aspettare un nuovo massimo per poter rientrare sul mercato, ha finito per far rimanere fuori l’investitore anche per molti anni, evitandogli, in alcuni casi, ulteriori ribassi, ma facendogli anche perdere tutto il rialzo successivo ai minimi di periodo raggiunti.
Di seguito si riportano i montanti finali, al 14 marzo 2025, delle diverse strategie.
A fronte di 100 $ investiti nell’indice S&P 500 ad inizio 1999:
· La strategia Buy & Hold ha ottenuto un montante finale di 454 $;
· La strategia di vendere dopo un drawdown del 20% e rientrare dopo un nuovo massimo storico ha ottenuto il montante peggiore, equivalente a 199 $. Meno della metà di quanto ottenuto con la strategia Buy & Hold.
Dal confronto emerge chiaramente che la strategia Buy & Hold offre un risultato finale migliore, grazie alla presenza continuativa sul mercato. Le strategie di uscita e successivo ingresso sul mercato hanno tenuto fuori dal mercato l’investitore anche per periodi prolungati, facendo perdere gran parte dei rialzi.
COME LIMITARE QUESTO GAP?
Come investitori, non abbiamo la possibilità di controllare il mercato e di prevederne i movimenti, ma quello che possiamo fare è controllare i nostri comportamenti, le nostre emozioni e le nostre reazioni, soprattutto in momenti di elevata volatilità.
Alcune soluzioni per ridurre la differenza tra i rendimenti ottenuti dal mercato e i rendimenti ottenuti nei nostri portafogli possono essere:
1) Concentrarsi sul lungo periodo – I mercati nel breve termine possono essere molto volatili e imprevedibili. Focalizzarsi sui nostri obiettivi a lungo termine può aiutare a superare le oscillazioni temporanee con più tranquillità, evitando di prendere decisioni dettate dal panico.
2) Evitare di fare market timing – Prevedere i ribassi e i rialzi di mercato è infruttuoso e farlo porta a sprecare tempo ed energie. Piuttosto che fare market timing, è fondamentale accumulare time in the market, compatibilmente con i nostri obiettivi e il nostro orizzonte temporale.
3) Automatizzare il processo di investimento e stabilire a priori una strategia di azione: utilizzare ad esempio un piano di accumulo per investire o avere già pronto un piano di azione da mettere in pratica in caso di ribassi di mercato ci può aiutare a non prendere decisioni dettate dall’emotività in situazioni di agitazione sui mercati.
CONCLUSIONE
Il gap comportamentale è un problema concreto che, nel lungo periodo, può impattare negativamente sui rendimenti ottenuti dagli investitori. Le decisioni dettate dal panico portano questi ultimi a vendere quando i prezzi sono bassi e a comprare quando i prezzi sono alti, generando una differenza importante tra il rendimento da loro ottenuto e quello ottenuto dal mercato.
La strategia Buy & Hold rimane comunque una delle strategie più efficaci per superare errori comportamentali.
Investire secondo un piano ben definito ed una strategia di azione prestabilita sono le chiavi per un piano finanziario solido e di successo.
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Fonti
https://www.businesswire.com/news/home/20240411364812/en/DALBAR-Releases-30th-Annual-QAIB-Report
https://behaviorgap.com/outperform-99-of-your-neighbors/
https://epiccapital.com/behavior-gap-and-your-financial-health/